Differenza tra olio di oliva e olio di semi

olio di oliva sano

Differenza tra olio di oliva e olio di semi

Di recente mi sono imbattuto in un libro molto interessante che mi ha consentito di approfondire alcuni aspetti fondamentali che distinguono l’olio di oliva dall’olio di semi.

Perchè approfondire ? In un mercato dove il consumo dell’olio Extra Vergine di Oliva pare quasi essere relegato ad un mercato di nicchia e dove il consumatore si sofferma spesso più sul prezzo del prodotto piuttosto che sulle peculiarità.
La voce risparmio non può essere messa alla pari della salute e/o a discapito dei benefici salutistici offerti dal un Buon olio Extra Vergine di Oliva.
Scopriamo insieme qualche dato sullolio di semi leggero, si come quello che in una nota  reclame faceva saltare lo steccato

Fu un equivoco lunghissimo che sorse con l’avvento industriale. complici le forti gelate del 1820 che avevano messo a terra buona parte degli oliveti in tutto il Mediterraneo settentrionale.
Iniziò in Francia con lolio di colza e in Africa con lolio di arachide, andò via via estendendosi a tutti i continenti.

Come è ormai noto l’olio cosiddetto di semi non è un olio che proviene dalla semplice spremitura di un frutto carnoso (detto tecnicamente drupa), ma e un prodotto estratto dai semi di certi vegetali. mediante una complessa sintesi industriale e quindi le sue caratteristiche non possono che essere diverse da quelle proprie dell’olio di oliva.
Semi di svariate piante (sesamo, colza, lino, soia, arachide, girasole, cotone), ma anche di alcune cariossidi di cereali come mais e grano. vengono dapprima macinati in farina che viene riscaldata e da cui mediante una prima spremitura si ricava un olio non ancora commestibile.

I residui di tale farina oppure di tutta la farina direttamente vengono più volte sottoposti allazione ripetuta anche controcorrente di solventi (trielina. tetracloruro o solfuro di carbonio, esano, frazioni di benzina) per ricavarne lolio che ovviamente esce miscelato con gli stessi solventi impiegati.

Distillando questa soluzione si ricava lolio di semi che successivamente per essere dichiarato “commestibile”. va sottoposto a filtrazione per eliminare le sostanze mucillaginose e peptiche, a dechiarificazione con soluzioni di carbonato o idrato sodico; a decolorazione. facendo passare l’olio attraverso vapore surriscaldato.
Fra le due guerre e specialmente dopo l’ultima. mentre i produttori di olio doliva erano sempre più frammentati e disorganizzati. i grandi proprietari terrieri di piante da seme (alcuni dei quali erano interessati a colossali industrie chimiche) disponendo di ingenti capitali si erano procurati la disponibilità di immense estensioni di terra in diversi continenti ed erano ben organizzati e soprattutto assai determinati a conquistare il mercato con tutti i mezzi possibili.

Tuttavia, poiché l’olio estratto dai semi non godeva di un buon credito nellimmaginario collettivo, la sua commercializzazione necessitava di una incisiva reclame martellante che di fatto sminuisse le proprietà dell’olio di oliva che peraltro godeva di una fama millenaria.
Quindi dapprima lolio di semi attaccò quello d’oliva sul prezzo per cui si trovò persino comodo e necessario miscelare reclamizzandolo, lolio di oliva con lolio di semi.
Le persone più anziane si ricorderanno fuori dagli esercizi commerciali, anche quelli raffinati e di lusso, con stampato “Olio di semi oppure “Olio di oliva miscelato a olio di semi”.
E quando per la crescita delle disponibilità finanziarie delle masse il prezzo non fu più elemento determinante di scelta.
Si iniziò a mettere in dubbio anche la proprietà più evidente dellolio di oliva: la sua digeribilità.
Di cui il mito creato artificialmente dell‘olio di semi “più leggero dell’olio di oliva e venuto a salvare le nostre coronarie.

Ci vollero poi decine di anni lunghi studi e tonnellate di carta per smentire questo mito che falsava totalmente la realtà.
Come è noto, solo con le analisi chimiche e sanitarie (colmo dei colmi. fu proprio un americano, il prof. Ancel Keys del Minnesota. che nel l977 provò mediante la statistica sugli infarti e l’arteriosclerosi il valore terapeutico dell‘olio di oliva) si riscoprì la “dieta mediterranea a base d‘olio d’oliva, conosciuta ormai in tutto il mondo.
In relazione alla comparazione dei due diversi tipi di olio e alla loro digeribilità e proprietà salutari, riportiamo integralmente quanto già da noi detto nel nostro precedente libro Come acquistare un oliveto e produrre olio genuino ed ancora del tutto attuale, “ll nostro corpo è una ‘macchina che lavora a 37° e i grassi sono essenziali per il mantenimento di tale temperatura corporea.
In poche parole, i grassi sono un carburante necessario per la nostra macchina umana.
Con i grassi si possono costituire riserve nei nostri tessuti. mentre con lo zucchero e con le proteine, anchessi necessari alla nostra “macchina. non si possono costituire riserve di rilievo.
Tali grassi, che dovrebbero in teoria essere neutri, nella realtà sono leggermente acidi.

Di questi, quelli per noi più essenziali e di cui non possiamo fare a meno, perché il nostro corpo non è in grado di elaborarli ma solo di assumerli dal di fuori, sono principalmente lacido oleico, linoleico (che è un acido grasso insaturo monobasico) e l’arachidonico. che concorrono a formare le vitamine F e F..
La propaganda dellolio di semi si basava sul fatto che l’olio di oliva possiede lacido linoleico in minor misura (circa il 10%).
L’olio di oliva e monoinsaturo e in esso gli atomi di carbonio sono legati da un legame ‘singolo. mentre gli oli di semi sono più ricchi di grassi polinsaturi, legati ‘con doppi legami agli atomi di carbonio.
Ebbene. questa plurima legatura rende il legame meno solido e questi grassi polinsaturi sono quindi meno stabili e più deteriorabili.

L’importanza dei doppi legami degli atomi di carbonio e poi essenziale nella cottura e frittura degli oli, perché portando ad alte temperature gli oli polinsaturi si assume dellossigeno e si formano dei perossidi dannosi al corpo umano.
Quindi friggere con dei grassi polinsaturi che sono contenuti in grande numero negli oli di semi è più dannoso e pericoloso che friggere con lolio di oliva.
Confrontate i grassi polinsaturi sulle etichette delle bottiglie e le percentuali!
Altro che olio “più leggero’!
In parole povere, lolio di oliva prima di deteriorarsi può essere sottoposto a svariate fritture resistendo integro anche ad elevate temperature.
Inoltre l’olio di oliva non aumenta il tasso di colesterolo.
Anzi recenti studi hanno identificato che gli acidi delloliva hanno la proprietà di diminuire il contenuto del colesterolo LDL (che è il più dannoso) e di conservare intatto, invece, il colesterolo HDL e cioè delle lipoproteine di alta densità (che hanno la particolarità di ritardare o diminuire il rischio di occlusione delle arterie).
Non solo, ma lolio di oliva riduce lacidità gastrica e agisce favorevolmente sulla funzione biliare. in relazione sia alla sua composizione, sia alla sua escrezione.
Diminuisce altresì il rischio di calcoli biliari.

Infine, è il tipo di olio che è meglio assorbito dall’intestino e facilita l’espulsione dei residui.
Ulteriori e moderni studi hanno appurato che, per il suo equilibrio, l’olio di oliva favorisce la normale crescita ossea ed è l’ideale per le gestanti perché favorirebbe la normale formazione della materia cerebrale e del sistema nervoso del futuro neonato.

Inoltre è lideale per le persone anziane, perché oltre alle funzioni già ricordate. previene molte malattie dellinvecchiamento.


Fonti ricerca:  Libro dell’olio e dell’olivo

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